Vincenzo Zollo nasce a Bressanone
ventisette anni fa da genitori campani. Nel 1974 si trasferisce a Portogruaro
e qui frequenta le scuole dell'obbligo ed il liceo.Nei primi anni novanta
si iscrive agli studi universitari presso l'Ateneo di Urbino ed è
proprio qui che comincia ad affiorare la sua vena poetica. Una poesia fatta
di sintassi semplicissima ma di contenuti fortemente legati ai problemi
esistenziali tipici dell'età giovanile che, impressi sulla carta
con timbro veloce e marcato, consentono una lettura semplice ma allo stesso
tempo affascinante.Passa poi, dopo alcuni anni di riflessione, a studiare
più approfonditamente le sue radici legate alla calda terra del
sud e così affronta nei suoi scritti tematiche legate ai ricordi
infantili, alle origini contadine, all'Agosto d'infanzia che non
verrà più. Negli ultimi anni ha invece acquisito
uno stile molto personale fatto di brevi frammenti che ruotano spesso intorno
a parole chiave rappresentanti i temi più affrontati dall'autore
stesso: la Morte e le Sensazioni. Le sue liriche sono "lapidarie talvolta
ma efficaci per l'intensità dei contenuti e per il ricorso sistematico
alla metafora, al gioco della luce che sembra proporre al lettore in un
alternarsi di immagini reali ed evanescenti, riflessioni esistenziali di
primaria importanza"(Rita
Gaffè).
Ad oggi può contare tra
le sue esperienze letterarie la pubblicazione su alcune riviste specializzate,
la presenza in antologie di poesia e la produzione in forma privata di
due raccolte di poesie, "Juvenilia" e "L'infimo protagonista".
Segnalato al Premio di Poesia "Ada Negri" di Lodi e vincitore del Premio
di Poesia "Renzo De Scrilli" di Urbino 1998. E' inoltre delegato provinciale
per la rivista Poeti nella
Società.
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