| LA
BIBLIOTECA CIVICA DI URBANIA Cenni storici |
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| La
Biblioteca, formatasi con Federico di Montefeltro, fu ampliata soprattutto
ai tempi di Francesco Maria II della Rovere,sesto e ultimo duca d'Urbino.Da
documenti d\rquote archivio si risale alla data esatta della costruzione
della Biblioteca: "a 28 nov. 1607 si pose la prima pietra nei fondamenti
della libreria di Casteldurante.A 5 giugno 1609 cominciarono a venire i
miei libri". Nella Biblioteca trovavamo posto dagli scritti biblici
ai testi filosofici fino alla storia universale, ai geroglifici, agli emblemi
a testimonianza, non solo della cultura del principe, ma anche dell '"aerbor
scientiae"della cultura coeva.Nel 1640 il pontefice Alessandro VI aveva
già in animo di trasferire la biblioteca a Roma, cosa che avvenne
per i manoscritti urbinati nel 1657 e per Urbania nel 1667.
Il fondo librario fu poi ampliato dal lascito del primo vescovo di Urbania, Mons. Onorati, e da quello del Conte Bernardino Ubaldini, che oltre alle collezioni del fratello Federigo, celebre erudito del '600, lasciò "i libri,pitture, galenterie , quadretti con cornice" e una somma di trecento scudi con la quale si doveva provvedere all'aggiornamento della libreria. Attualmente la Biblioteca conta circa 50.000 volumi di cui si devono segnalare 36 incunaboli, 1325 cinquecentine, tra le quali alcune edizioni di Aldo Manunzio, del Giunti, del Grifo, del Sessa, e del Petrucci, 183 pergamene, 141 manoscritti, di cui ricordiamo quelli riguardanti la storia del ducato roveresco. |
PREMIO
METAURO |
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