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Questa zona delle Marche conserva ricche
testimonianze del Rinascimento: a 15 Km. Urbino, luminosa capitale dell'antico
ducato; inoltre alcune delle più importanti città d'arte
d'Italia si trovano molto vicine. Un ambiente appenninico tutto da scoprire
si abbina alla costa adriatica (Fano e Pesaro, 50 km da Urbania, il Conero
a 100 km).
Nello stesso periodo del weekend o della settimana di
soggiorno, è possibile effettuare escursioni guidate a piedi o in
mountain bike, percorrendo attrezzati sentieri fra cui l'antica strada
del Duca. Dalle colline fino alla montagna appenninica, per il corso del
fiume fino all'Alpe della Luna, l'alta valle del Metauro offre diverse
curiosità culturali, un'accoglienza familiare e una gastronomia
genuina che si distingue per il profumato tartufo. Un circuito di luoghi,
borghi, musei e sapori, dove gli appassionati potranno trovare molte valide
risposte.
Urbania è una cittadina con la curiosa caratteristica
di aver cambiato, nel corso della sua storia il proprio nome per ben tre
volte. Nell'Alto Medio Evo si chiamava Castel delle Ripe e sorgeva sui
colli della riva sinistra del Metauro. Distrutta nel 1277 dal ghibellino
Galasso da Montefeltro, cugino del celebre Guido, a causa della fedeltà
al giglio guelfo, fu ricostruita nel 1284 dal provenzale Guglielmo Durante,
illustre giureconsulto e legato papale in Romagna che trasferì l'abitato
dalle colline alla pianura affidando la difesa del nuovo castello a potenti
mura e alle acque del fiume Metauro. Dal nome del fondatore la cittadina
prese il nome di Casteldurante; dal 1424 fece parte del dominio della Signoria
dei Montefeltro - Della Rovere di Urbino. Dopo la devoluzione del Ducato
urbinate allo Stato della Chiesa (1631), Papa Urbano VIII elevò
Casteldurante al grado di Diocesi e Città (1636), mutando il suo
nome in quello attuale di Urbania.
L'impianto urbanistico e i principali palazzi :
Il primo tratto interessante della cittadina consiste nella sua conformazione
urbanistica: cinta da mura con baluardi, protetta dal fiume Metauro per
tre lati e per l'altro dal fosso Maltempo (ora coperto), Urbania presenta
un impianto assai regolare, con vicoli lunghi e diritti, simili ad un tracciato
di epoca romana. Per questa fondamentale regolarità è divisa
in quattro quartieri (Porta Parco, Porta Celle, Ponte Vecchio, Porta Nuova).
Elementi molto caratteristici sono i loggiati. Tra i palazzi spiccano
il Palazzo del Monte di Pietà attribuibile a Girolamo Genga e il
Palazzo Comunale, anch'esso rimaneggiato dall'architetto senese. Tra le
bellezze e le particolarità della città ricordiamo la cattedrale,la
Chiesa Convento di S. Maria Maddalena, la Chiesa e Convento di S. Chiara,
l'Oratorio del Corpus Domini, l' Oratorio del Carmine, la Chiesa di S.Caterina,
la Chiesa e Convento di San Francesco e la Chiesa dei Morti che deve
il suo nome al Cimitero delle Mummie posto sul retro della chiesa. La chiesa
è infatti meta di turismo per il curioso fenomeno di mummificazione
naturale dei cadaveri (dei secc. XVI e seguenti) dissotterrati nel secolo
scorso dall'adiacente cimitero francescano. . |